La nostra storia

Storia del Domaine Saint Jean de Villecroze

Si ritiene che le origini del Domaine risalgano ai Templari, al tempo in cui i Cavalieri Templari occupavano i luoghi sotto l'egida del loro Santo Patrono: San Giovanni.

Dopo un lungo periodo di inattività, il Domaine fu acquistato nel 1973 da una coppia franco- americana. A quel tempo non esisteva alcun vigneto sulla proprietà e l'idea di iniziare un'attività vitivinicola non era ancora nella mente dei nuovi proprietari del Domaine.

La visita di un enologo americano, che si occupò di studiare approfonditamente il terreno, si rivelò determinante: le sue conclusioni stabilirono che il suolo, il clima e l'ambiente circostante avrebbero permesso la produzione di un vino favoloso in pieno stile californiano.

Con la consulenza del celebre prof. Amérime, Direttore della Scuola di Enologia di Davis in California e dell'altrettanto famoso prof. Boubals, Direttore della cattedra di Viticultura all’Ecole Nationale Supérieure d’Agronomie de Montpellier, i proprietari decisero di lanciare il progetto investendo nel 1974 nelle migliori tecnologie enologiche e creando quindi un nuovo vigneto di curca 30 ettari. Dopo uno studio attento ed approfondito furono scelti il Cabernet Sauvignon ed il Cinsault, che furono seguiti poco dopo dal Syrah e dal Grenache.

Il DSJV merita bene oggigiorno di essere considerato uno dei grandi vini di Provenza.

Il DSJV è ritenuto oggi uno dei più interessanti e prestigiosi Domaines di Provenza, grazie alle :

  • Caratteristiche di produzione : clima, buon assortimento di terreni e varietà di vitigni;
  • Rete commerciale : Sala di Ricevimento, Boutique di Vendita;
  • Capacità tecniche:
  • Buona reputazione locale, regionale ed internazionale :in particolare del Cabernet Sauvignon, messo in commercio soltanto dopo anni di affinamento in cantina, e del suo relativamente nuovo Rosè Cotes de Provence;
  • Dinamismo della nuova proprietà che, pur continuando nel rispetto della tradizione di qualità del Domaine, non trascurano di innovare la produzione, investendo da un lato in moderne tecnologie ( costruzione di una seconda cantina, diversificazione dei vigneti con impianti di differenti vitigni autoctoni), e potenziando sul piano regionale ed internazionale la rete commerciale.